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Il Monte Procinto è uno dei rilievi montuosi più noti delle Alpi Apuane. Questa fama è dovuta alla sua forma unica (simile a quella di un “panettone”) e alla cengia (l’anello del Procinto) frequentatissima dai camminatori di ogni ordine e grado. Tuttavia per lo scalatore che ha affrontato almeno una volta le sue pareti l’originalità del profilo del monte diventa poca cosa in confronto alla bellezza della sua roccia e dell’arrampicata che offre. La roccia calcarea molto compatta, la verticalità della parete Est, le prese nette e distanti, rendono la scalata sempre molto bella e atletica. Gli itinerari che attraversano il Procinto sono talmente tanti che è facile durante la salita iniziare una via e terminarne un’altra. Con questi versi Ludovico Ariosto descrive il Procinto:Lo scoglio, ove il sospetto fa soggiorno,Alto dal mare da seicento braccia,Di ruinose balze cinto intorno,E da ogni parte il cader minacciaIl piu' stretto sentier, che guida al Forno,La' dove il Garfagnin il ferro cacciao la via Flamminia o l'Appia nomar voglioverso quel che dal mar va in cima al scoglio.[l. ariosto, I cinque canti]Lo scalatore che si trova in sosta sulla parete Est del Procinto difficilmente riesce a trattenere un sussulto di stupore quando, intento ad ammirare il panorama, il suo sguardo incontra l’imponente parete del Monte Nona: verticale, liscia, chiaramente dura. Negli ultimi anni sono nati in questi luoghi, al margine delle più storiche vie lunghe, settori di arrampicata sportiva con roccia buona e tiri interessanti, come Lo Zoccolo. [in foto: la parete Est del Monte Procinto vista dal settore 'Calami Jeans'; di Francesco Donini]




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